sabato 12 agosto 2017

Il Giorno del Signore : XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

13 agosto 2017

Oggi Il Vangelo ci presenta Gesù che cammina sulle acque. Questa è la testimonianza del dominio di Gesù sulle forze della natura e su tutto ciò che esse simboleggiano. L’acqua, nella simbologia biblica, può rappresentare anche morte e distruzione. Gesù si rivela vincitore della morte e fonte della vita.

«CORAGGIO, SONO IO, NON ABBIATE PAURA!»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
BENCHÉ ci ostiniamo a non ammetterlo, viviamo in una società di continuo alimentata dalla paura e questo stato d’animo può paralizzarci o renderci aggressivi verso le realtà in cui veniamo a trovarci. Gesù più volte esorta i suoi discepoli a non temere, perché il volto di Dio che egli è venuto a manifestare non è di rabbia e di ira, ma di compassione e di misericordia. Così dimostra che l’uomo, come al profeta Elia, può avvicinarsi a Dio, salire al monte della sua presenza e sentirlo come colui che parla nel segreto del cuore ed è percettibile come un lieve mormorio di vento (I Lettura).
È richiesto solo un udito attento per scorgere il passaggio di Dio e gustare la dolcezza della sua presenza. È attraverso questi segni nascosti e delicati che il Signore mostra la sua potenza: questo accadde a Pietro, quando, in balìa dei flutti del mare, sente la voce di Gesù che gli dice: «Vieni! » e la forza del suo braccio che lo trae a sé, salvandolo così dalle acque (Vangelo). Al cristiano è richiesto questo atteggiamento di fiducia nella tenerezza di Dio e nella sua potenza, per sperimentare la salvezza che viene da lui.


Tiberio Cantaboni

sabato 29 luglio 2017

Il Giorno del Signore : XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

30 luglio 2017

Oggi il Vangelo ci presenta le parabole del regno, attraverso l’immagine del tesoro e della perla. Il tempo presente è una occasione per riempirlo di amore creativo. Non possiamo essere indifferenti di fronte ai frat elli e sorelle provati dalla povertà, dalla guerra e dalla fame

«IL REGNO DEI CIELI È SIMILE A UN TESORO NASCOSTO…»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LA ricerca della gioia vera alberga nel cuore di ogni essere umano. Ogni desiderio nasconde in sé la sete di questa felicità. Il Vangelo ci racconta che il regno dei cieli è la vera gioia: è come un tesoro che uno scopre e fa di tutto per avere; è come una perla rara che un collezionista vuole possedere. La fatica per raggiungere questi beni viene cancellata dalla soddisfazione di avere raggiunto quanto si desiderava. Il problema della nostra vita di cristiani è che non siamo davvero convinti che la volontà di Dio sia la nostra gioia: non ci fidiamo delle promesse di Cristo.
L’esempio che ci viene dalla prima lettura potrebbe esserci da guida: Salomone, all’inizio del suo regno, innalza a Dio una vera preghiera regale in cui non chiede beni terreni, ma la sapienza, cioè il gusto delle cose di Dio, la capacità di discernere la sua volontà fra le insidie del mondo. E viene esaudito. Chiedere questo vuol dire credere alla gioia vera che solo in Dio possiamo trovare. L’apostolo Paolo afferma con decisione che per chi crede in Dio tutto diventa occasione di bene. Il piano salvifico di Dio ci mostra il nostro orizzonte, la nostra destinazione: essere salvati nel Figlio suo.


Elide Siviero

domenica 9 luglio 2017

Il giorno del Signore :XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

9 luglio 2017

I piccoli, i poveri, gli umili sono coloro che Dio sceglie e predilige. A loro è svelato il mistero del Regno che Gesù annuncia. A quanti si ritengono “dotti” e “sapienti” Gesù rivolge l’invito alla conversione del cuore.

MITI E UMILI DI CUORE SULLE ORME DI CRISTO

Commento - Disegno: Stefano Pachì
MATTEO ci tramanda una preghiera di Gesù, nella quale loda il progetto del Padre. Si tratta di un progetto di “benevolenza”, che tocca la salvezza dell’umanità. Gesù è ben consapevole del peso del progetto “salvifico” che il Padre gli affida, ma lo accetta con un incondizionato: «Sì, Padre». Non c’è preghiera più breve e completa di questa. Il “sì” alla volontà di Dio suppone anche per noi l’accettazione di un “giogo”, che, tuttavia, non deve farci paura. Gesù ci assicura, infatti, che si tratta di «un giogo dolce e di un peso leggero» (Vangelo).
La possibilità di trovare un aiuto nel portare il nostro giogo, imparando da Gesù mite e umile di cuore, ci è indicata da san Paolo, che ci assicura che il peso della Legge, insopportabile a causa della nostra fragilità, è stato tolto da noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito. Cristo e lo Spirito, che abitano in noi, sono “insieme” all’opera, fino alla nostra risurrezione (II Lettura). Si compiono le parole del profeta Zaccaria, che invitava Gerusalemme a gioire per la venuta del suo salvatore, umile e pacifico (I Lettura).

Tarcisio Stramare, osj

domenica 2 luglio 2017

Il Giorno del Signore : XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

2 luglio 2017

La legge dell’ospitalità era sacra nel mondo antico, ma Gesù le dà un valore nuovo. Non si tratta di un dovere di buona educazione, ma di esprimere la nostra fede con i gesti gratuiti dell’accoglienza e della solidarietà, della condivisione e della partecipazione.

SAPER PERDERE LA VITA PER GESÙ CRISTO...

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LA presenza di Gesù, vero Dio e vero uomo, modifica del tutto le relazioni umane, da considerare sotto una luce nuova. Egli rivendica una precedenza assoluta su tutti e su tutto, anche sugli affetti naturali più cari, compresi quelli familiari. Ad essi Gesù antepone anche le relazioni più consone alla sua missione, come quella del profeta che lo annuncia, del giusto che accoglie, del discepolo che lo segue. Non viene risparmiata neppure la propria vita terrena, che non va tenuta per sé, perché la si può ritrovare solo in Gesù, nella sua risurrezione (Vangelo).
Un episodio dell’Antico Testamento ci riferisce il comportamento di un’illustre donna di Sunem, la quale aveva dato un dignitoso alloggio ad Eliseo, perché ritenuto «un uomo di Dio, un santo», che la ricompensa con l’annuncio che diverrà presto madre (I Lettura). San Paolo ci introduce nei misteri della vita di Cristo, della sua morte e risurrezione. Poiché attraverso il battesimo «siamo stati sepolti insieme a lui nella morte», viviamo ora con lui, risuscitato dai morti, e possiamo camminare in una vita nuova (II Lettura).


Tarcisio Stramare, osj

sabato 3 giugno 2017

Il Giorno del Signore : DOMENICA DI PENTECOSTE - 2017

4 giugno 2017

Lo Spirito del Signore ha riempito l’universo, egli che tutto unisce, conosce ogni linguaggio. Alleluia.

VIENI, SANTO SPIRITO!

Commento - Disegno: Stefano Pachì
«OGGI hai portato a compimento il mistero pasquale » (Prefazio). La Chiesa loda il Padre perché lo Sposo è stato fedele alla sua Sposa. Cristo non ha abbandonato i suoi fedeli, ma ha inviato lo Spirito Santo, fonte zampillante per la Chiesa. Dalla Pentecoste fino alla fine dei tempi, il popolo di Dio avrà la missione di essere segno e strumento per diffondere l’Amore divino ai confini della terra e nelle profondità dei cuori. Il dono dei sacramenti rende vivo e operante Cristo attraverso i credenti: con la potenza dello Spirito Santo, Egli si fa vicino ai sofferenti e benedice la gioia dell’amore.


Fr. Gianfranco Tinello, OFMCap

sabato 27 maggio 2017

Il Giorno del Signore : ASCENSIONE DEL SIGNORE - 2017

28 maggio 2017

L’Ascensione porta a compimento il mistero pasquale di Cristo. È il suo trionfo e la sua glorificazione dopo l’apparente disfatta della passione e morte in croce. Egli però non ci ha abbandonati: è con noi “tutti i giorni, fino alla fine del mondo”, con la sua presenza nella Chiesa. - Oggi si celebra la 51.ma Giornata delle Comunicazioni sociali.

«IO SONO CON VOI TUTTI I GIORNI», DICE IL SIGNORE

Commento - Disegno: Stefano Pachì
L’ASCENSIONE ci fa celebrare un aspetto del mistero pasquale: Cristo morto e risorto è asceso al cielo. Egli, che veniva dal Padre, ora torna al Padre per regnare glorioso. L’evento è raccontato dagli Atti (I Lettura): dopo aver rassicurato i suoi discepoli su ciò che ancora non conoscono, e aver promesso il dono dello Spirito Santo, Gesù è elevato in alto, sottratto ai loro occhi, nascosto dalle nubi. Gli angeli, che avevano annunciato la sua risurrezione, ora invitano gli uomini a non guardare in alto per cercare il Signore. La conoscenza, di cui parla anche la seconda lettura, non è una speculazione astratta su Dio, ma l’esperienza di un amore assoluto che dona speranza e forza.
Il Vangelo ci racconta di un’apparizione del Risorto in cui egli conferma la sua sovranità sul cielo e sulla terra, comanda di annunciare la salvezza, battezzare i popoli, e li rassicura sul futuro. Proprio quando si teme di non vedere più il Signore arriva la promessa: «Ecco, io sono con voi per sempre». Non fra le nubi del cielo, ma nel cuore del credente, nel mistero della Chiesa, nella Parola di Dio e nell’Eucaristia.


Elide Siviero

sabato 20 maggio 2017

Il Giorno del Signore : VI DOMENICA DI PASQUA - 2017

21 maggio 2017

La Domenica dell’espansione missionaria. Già la prima lettura ci presenta l’azione missionaria del diacono Filippo. Il vangelo ci anticipa la venuta dello Spirito Santo. Cristo ci ha promesso che non saremo orfani, ma sempre presenti nel suo cuore. La Chiesa è aperta alle periferie del mondo.

«RENDERE RAGIONE DELLA SPERANZA CHE È IN VOI»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
AVVICINANDOSI a Pentecoste le letture introducono nell’attesa dello Spirito. Gesù prepara i discepoli al momento del ritorno al Padre: che ne è del loro cammino, rimangono essi orfani? Il dono dello Spirito attesta la presenza del Signore Gesù nella vita dei discepoli, realizzando l’unità tra Gesù e loro: «In quel giorno saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi». Lo Spirito è dato come “difensore” e “consolatore” in una realtà di chiusura e di autosufficienza (“mondo”) che, perché tale, non può ricevere lo Spirito di verità. Un “mondo” che si annida anche nei discepoli, ponendo obiezioni alla fede. Lo Spirito fa conoscere la verità di Gesù, rende certi del suo amore, della ragionevolezza della sequela (Vangelo).
Pietro chiede ai cristiani di rendere ragione della speranza che li anima, «con dolcezza e rispetto» del cammino altrui e «con retta coscienza», disposti a soffrire operando il bene, piuttosto che facendo il male, come Cristo (II Lettura). Lo Spirito è dato a chi è ‘“immerso” «nel nome del Signore Gesù» dà forza all’annuncio di Cristo, che dona libertà dal male e guarigione del cuore (I Lettura).

Fr. Angelo Borghino, ofmCAP