domenica 27 agosto 2017

Il Giorno del Signore : XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

27 agosto 2017

Il Vangelo ci parla di san Pietro: egli vive nella serie ininterrotta e legittima dei suoi successori nella sede apostolica di Roma. Qui Pietro diede a Cristo con il martirio la testimonianza suprema. Oggi non manchi la nostra preghiera per Papa Francesco e la sua missione.

«TU SEI IL CRISTO, IL FIGLIO DEL DIO VIVENTE»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
«MA voi, chi dite che io sia?»: questa domanda che Gesù rivolse ai discepoli interpella anche noi. Chi è per noi Gesù? Quale immagine di lui corrisponde alla verità? Matteo riporta alcune risposte della gente a questa domanda. Ma Gesù vuole sapere l’opinione dei suoi amici. Oggi questa domanda riveste un’importanza fondamentale. Troppo spesso ci costruiamo un Dio a nostra immagine e somiglianza. Oppure ne scegliamo gli aspetti più comodi, sorvolando su quelli che ci mettono in discussione.
Per giungere ad esclamare con Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente» occorre un cammino di conversione. Serve un attento discernimento per capire quanto incida sul nostro vivere quotidiano la fede in Cristo. In Colui che è stato rivelato dai Vangeli e il risultato del nostro pensare che lo descrive troppo simile ai criteri umani. Paolo (II Lettura) sottolinea l’imperscrutabilità delle vie del Signore e dei suoi pensieri. Anche il profeta Isaia (I Lettura) annuncia che Dio sconvolgerà i piani degli uomini e sarà solo Lui la guida della storia.

Nicola Gori

domenica 20 agosto 2017

Il Giorno del Signore : XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

20 agosto 2017

Accogliamo una grande lezione da Gesù, nel Vangelo: il dono del Signore è per chi chiede con fiducia. Solo la fede dà accesso al pane dei figli sia per Israele sia per i pagani, come per la donna Cananea. Tocchiamo qui con mano l’universalità della salvezza.

«DONNA, GRANDE È LA TUA FEDE! AVVENGA COME DESIDERI»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LA salvezza non è un privilegio e Dio non fa distinzioni tra uomini di differenti popoli, culture, razze e lingue. Sembra il filo conduttore della Liturgia della Parola odierna. Il brano del Vangelo di Matteo mette in luce la grande fede della donna cananea che implora Gesù di liberare sua figlia da un demonio. In un primo momento il Messia non esaudisce le preghiere, ma lo fa solo dopo l’intercessione degli apostoli e la perseveranza della donna, che chiede insistentemente e con fiducia.
L’episodio mostra come con Cristo la salvezza diventi universale e raggiunga ogni uomo della terra, non solo i membri del popolo eletto. Tutte le nazioni, infatti, saranno riunite nella Gerusalemme celeste, fondata non più in Sion, ma sul Messia. Per potervi abitare occorre una condizione: la fede. Il profeta Isaia nella prima lettura già aveva intravisto che con l’avvento del Messia il tempio sarebbe diventato «casa di preghiera per tutti i popoli». In essa Dio riunirà non solo i dispersi di Israele, ma anche tutti gli altri uomini. L’apostolo Paolo nella seconda lettura ci ricorda che la misericordia e la salvezza di Dio sono irrevocabili.


Nicola Gori

sabato 12 agosto 2017

Il Giorno del Signore : XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

13 agosto 2017

Oggi Il Vangelo ci presenta Gesù che cammina sulle acque. Questa è la testimonianza del dominio di Gesù sulle forze della natura e su tutto ciò che esse simboleggiano. L’acqua, nella simbologia biblica, può rappresentare anche morte e distruzione. Gesù si rivela vincitore della morte e fonte della vita.

«CORAGGIO, SONO IO, NON ABBIATE PAURA!»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
BENCHÉ ci ostiniamo a non ammetterlo, viviamo in una società di continuo alimentata dalla paura e questo stato d’animo può paralizzarci o renderci aggressivi verso le realtà in cui veniamo a trovarci. Gesù più volte esorta i suoi discepoli a non temere, perché il volto di Dio che egli è venuto a manifestare non è di rabbia e di ira, ma di compassione e di misericordia. Così dimostra che l’uomo, come al profeta Elia, può avvicinarsi a Dio, salire al monte della sua presenza e sentirlo come colui che parla nel segreto del cuore ed è percettibile come un lieve mormorio di vento (I Lettura).
È richiesto solo un udito attento per scorgere il passaggio di Dio e gustare la dolcezza della sua presenza. È attraverso questi segni nascosti e delicati che il Signore mostra la sua potenza: questo accadde a Pietro, quando, in balìa dei flutti del mare, sente la voce di Gesù che gli dice: «Vieni! » e la forza del suo braccio che lo trae a sé, salvandolo così dalle acque (Vangelo). Al cristiano è richiesto questo atteggiamento di fiducia nella tenerezza di Dio e nella sua potenza, per sperimentare la salvezza che viene da lui.


Tiberio Cantaboni

sabato 29 luglio 2017

Il Giorno del Signore : XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

30 luglio 2017

Oggi il Vangelo ci presenta le parabole del regno, attraverso l’immagine del tesoro e della perla. Il tempo presente è una occasione per riempirlo di amore creativo. Non possiamo essere indifferenti di fronte ai frat elli e sorelle provati dalla povertà, dalla guerra e dalla fame

«IL REGNO DEI CIELI È SIMILE A UN TESORO NASCOSTO…»

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LA ricerca della gioia vera alberga nel cuore di ogni essere umano. Ogni desiderio nasconde in sé la sete di questa felicità. Il Vangelo ci racconta che il regno dei cieli è la vera gioia: è come un tesoro che uno scopre e fa di tutto per avere; è come una perla rara che un collezionista vuole possedere. La fatica per raggiungere questi beni viene cancellata dalla soddisfazione di avere raggiunto quanto si desiderava. Il problema della nostra vita di cristiani è che non siamo davvero convinti che la volontà di Dio sia la nostra gioia: non ci fidiamo delle promesse di Cristo.
L’esempio che ci viene dalla prima lettura potrebbe esserci da guida: Salomone, all’inizio del suo regno, innalza a Dio una vera preghiera regale in cui non chiede beni terreni, ma la sapienza, cioè il gusto delle cose di Dio, la capacità di discernere la sua volontà fra le insidie del mondo. E viene esaudito. Chiedere questo vuol dire credere alla gioia vera che solo in Dio possiamo trovare. L’apostolo Paolo afferma con decisione che per chi crede in Dio tutto diventa occasione di bene. Il piano salvifico di Dio ci mostra il nostro orizzonte, la nostra destinazione: essere salvati nel Figlio suo.


Elide Siviero

domenica 9 luglio 2017

Il giorno del Signore :XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

9 luglio 2017

I piccoli, i poveri, gli umili sono coloro che Dio sceglie e predilige. A loro è svelato il mistero del Regno che Gesù annuncia. A quanti si ritengono “dotti” e “sapienti” Gesù rivolge l’invito alla conversione del cuore.

MITI E UMILI DI CUORE SULLE ORME DI CRISTO

Commento - Disegno: Stefano Pachì
MATTEO ci tramanda una preghiera di Gesù, nella quale loda il progetto del Padre. Si tratta di un progetto di “benevolenza”, che tocca la salvezza dell’umanità. Gesù è ben consapevole del peso del progetto “salvifico” che il Padre gli affida, ma lo accetta con un incondizionato: «Sì, Padre». Non c’è preghiera più breve e completa di questa. Il “sì” alla volontà di Dio suppone anche per noi l’accettazione di un “giogo”, che, tuttavia, non deve farci paura. Gesù ci assicura, infatti, che si tratta di «un giogo dolce e di un peso leggero» (Vangelo).
La possibilità di trovare un aiuto nel portare il nostro giogo, imparando da Gesù mite e umile di cuore, ci è indicata da san Paolo, che ci assicura che il peso della Legge, insopportabile a causa della nostra fragilità, è stato tolto da noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito. Cristo e lo Spirito, che abitano in noi, sono “insieme” all’opera, fino alla nostra risurrezione (II Lettura). Si compiono le parole del profeta Zaccaria, che invitava Gerusalemme a gioire per la venuta del suo salvatore, umile e pacifico (I Lettura).

Tarcisio Stramare, osj

domenica 2 luglio 2017

Il Giorno del Signore : XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - 2017

2 luglio 2017

La legge dell’ospitalità era sacra nel mondo antico, ma Gesù le dà un valore nuovo. Non si tratta di un dovere di buona educazione, ma di esprimere la nostra fede con i gesti gratuiti dell’accoglienza e della solidarietà, della condivisione e della partecipazione.

SAPER PERDERE LA VITA PER GESÙ CRISTO...

Commento - Disegno: Stefano Pachì
LA presenza di Gesù, vero Dio e vero uomo, modifica del tutto le relazioni umane, da considerare sotto una luce nuova. Egli rivendica una precedenza assoluta su tutti e su tutto, anche sugli affetti naturali più cari, compresi quelli familiari. Ad essi Gesù antepone anche le relazioni più consone alla sua missione, come quella del profeta che lo annuncia, del giusto che accoglie, del discepolo che lo segue. Non viene risparmiata neppure la propria vita terrena, che non va tenuta per sé, perché la si può ritrovare solo in Gesù, nella sua risurrezione (Vangelo).
Un episodio dell’Antico Testamento ci riferisce il comportamento di un’illustre donna di Sunem, la quale aveva dato un dignitoso alloggio ad Eliseo, perché ritenuto «un uomo di Dio, un santo», che la ricompensa con l’annuncio che diverrà presto madre (I Lettura). San Paolo ci introduce nei misteri della vita di Cristo, della sua morte e risurrezione. Poiché attraverso il battesimo «siamo stati sepolti insieme a lui nella morte», viviamo ora con lui, risuscitato dai morti, e possiamo camminare in una vita nuova (II Lettura).


Tarcisio Stramare, osj

sabato 3 giugno 2017

Il Giorno del Signore : DOMENICA DI PENTECOSTE - 2017

4 giugno 2017

Lo Spirito del Signore ha riempito l’universo, egli che tutto unisce, conosce ogni linguaggio. Alleluia.

VIENI, SANTO SPIRITO!

Commento - Disegno: Stefano Pachì
«OGGI hai portato a compimento il mistero pasquale » (Prefazio). La Chiesa loda il Padre perché lo Sposo è stato fedele alla sua Sposa. Cristo non ha abbandonato i suoi fedeli, ma ha inviato lo Spirito Santo, fonte zampillante per la Chiesa. Dalla Pentecoste fino alla fine dei tempi, il popolo di Dio avrà la missione di essere segno e strumento per diffondere l’Amore divino ai confini della terra e nelle profondità dei cuori. Il dono dei sacramenti rende vivo e operante Cristo attraverso i credenti: con la potenza dello Spirito Santo, Egli si fa vicino ai sofferenti e benedice la gioia dell’amore.


Fr. Gianfranco Tinello, OFMCap